Il clima di odio veglia su di noi: da Salvini che assolve l’assessore assassino ai commenti idioti per la festa del Sacrificio di Magenta

Odio, violenza, discriminazioni.

Non prendiamoci per il culo. È quello che vogliamo ed è sotto gli occhi di tutti noi che andiamo sempre più verso questa direzione. Questa mattina abbiamo appreso con orrore di quanto accaduto a Voghera. La vicenda di un uomo, extracomunitario, morto perché ad un assessore leghista alla sicurezza sarebbe partito un colpo di pistola è agghiacciante.

Non sappiamo ancora la ricostruzione di tale vicenda (quindi che il colpo sia partito accidentalmente è una ricostruzione in melius della vicenda a favore del presunto responsabile), ma sappiamo una cosa. Che il leader e istigatore di odio Matteo Salvini ha già messo le mani avanti parlando di legittima difesa. Bene, buon per lui. Ma forse farebbe meglio a tacere perché le indagini sono ancora in corso. E se fosse accaduto il contrario? Un extracomunitario al quale partiva un colpo accidentalmente e faceva fuori l’assessore leghista. Cosa avrebbe detto il bravo capitano dell’armata italiana? (veramente armata a questo putno)

Avrebbe aizzato la folla convincendola ad armarsi di tutto punto per vendicare il vergognoso attentato. Non ci piace quello che sta succedendo e possiamo prendere spunto da altre vicende più vicine alla nostra città. Ieri a Magenta c’è stata la festa del Sacrificio in piazza mercato. Bene, la maggior parte dei magentini deviava per non passare accanto a 500 persone in preghiera manco fossero tutti impestati dal covid. I commenti li abbiamo sentiti e ve ne riportiamo solo alcuni. “Che andassero a casa loro a pregare, qui non li vogliamo”, oppure: “Ma che cazzo sta dicendo quello? (riferito all’imam, ndr) Che parlasse in italiano se vuole vivere da noi. Altrimenti è meglio che se ne vada”. E un altro: “Ci vorrebbe un bel lanciafiamme e avremmo risolto il problema”. Va bene, cari fenomeni. Ovvio che queste cose le dite davanti ad un pc o mentre siete lontani. Altrimenti ve la fate addosso. Ma non è questo il punto. Il punto è che in quel fazzoletto di piazza mercato c’erano donne, bambini, uomini che pregavano per una loro festa. Ma chi cavolo siamo noi per giudicare? Una domanda ci sorge spontanea. Perché abbiamo così tanta paura di persone originarie di paesi lontani dal nostro? Sono in molti a temere una imminente islamizzazione delle nostre piazze. Ma contro questa ‘invasione’ nessuno ci spiega quale soluzione adottare. Anzi. Se qualcuno abbozza un dialogo per cercare di avvicinarci ad una cultura diversa viene bombardato di insulti. Così facendo preferiamo rimanere nel nostro angolino ed evitare qualsiasi coinvolgimento. Ci fermiamo qua, ma continueremo a parlare dell’argomento. Alla prossima…

Redazione Magenta

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