“Non lasciamo sole le donne che decidono di denunciare il loro aguzzino”, nella sede de La Nuova Italia si parla di violenza e uso consapevole del web

Un pomeriggio informativo per capire cosa bisogna fare per garantire un percorso sicuro alla donna maltrattata che sporge denuncia e come va affrontato il complesso percorso di un uso del web consapevole da parte dei ragazzi. È stato organizzato sabato pomeriggio nella sede del movimento La Nuova Italia e ha visto la partecipazione di esperti del settore. L’incontro è stato moderato da Rita Salierno e ha visto i saluti del candidato Munib Ashfaq. L’avvocato Susanna Marangoni è penalista e si occupa anche di diritto di famiglia. Spesso si trova ad assistere associazioni che trattano, nello specifico, la violenza sulle donne. “Ci accorgiamo che troppo spesso mancano i centri capaci di accogliere le donne che prendono la decisione di denunciare il loro aguzzino – ha detto – Con il codice rosso le misure urgenzi, purtroppo, non riescono ad essere abbastanza incisive”.

L’avvocato sostiene che il problema è, soprattutto, culturale. La donna che intraprende un certo percorso non può essere lasciata sola, anche dal punto di vista economico. “Durante il lockdown le denunce sono aumentate del 28 per cento – ha concluso – si parla di violenza fisica, ma non dimentichiamoci di quella psicologica e di quelle forme di violenza che spesso non vengono percepite”. Durante il pomeriggio i partecipanti hanno avuto modo di parlare, in maniera informale, con il dottor Marco Luciani, Commissario esperto nel settore dei crimini informatici e telematici, che si è soffermato per qualche minuto sull’uso consapevole del web. Il commissario è un volto conosciuto nel magentino dove ha spesso partecipato ad incontri nelle scuole. “Diamolo pure lo smartphone ai nostri figli, ma controlliamo l’uso che ne fanno! – ha raccomandato – È importante questo perché le prime figure di riferimento, le prime autorità che i nostri figli incontrano, siamo proprio noi genitori. Siamo noi genitori a dettare le prime regole da rispettare”.

In un normale telefonino ciascuno di noi ha messo la propria vita, con dati, foto, esperienze lavorative, luoghi visitati e tantissimo altro ancora. Non serve un esperto informatico per ottenere informazioni su una persona. Chiunque può accedere ad un profilo social e farne l’uso che vuole. Quindi prudenza e attenzione.

Redazione Magenta

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